Un modello di costruzione per mappe concettuali

By puntoeduneoassunti

 

Quelle che seguono sono sintetiche indicazioni, ricavate da materiale facilmente reperibile on-line, per costruire mappe concettuali efficaci. Sono proposte per facilitare lo svolgimento dell’attività del docente, suggerendo una modalità di realizzazione sensata, tra le molte possibili.

1. Che cosa è una mappa concettuale?

Una mappa concettuale è in genere considerato uno strumento per interpretare, rielaborare e trasmettere conoscenze: in senso tecnico essa è la rappresentazione grafica di parole-concetto, all’interno di forme geometriche dette nodi, collegate da frecce che esplicitano, con parole-legamento, le loro relazioni.

Caratteri delle mappe concettuali

Caratteristica della mappa concettuale è dunque quella di manifestare la struttura delle conoscenze, i legami sottesi e quindi farne prendere piena consapevolezza. In questo senso, oltre a rappresentare conoscenze essa è utile per organizzarle.

Da un punto di vista didattico, nella costruzione di un percorso, la mappa può aiutare a mettere a fuoco l’ordine gerarchico dei concetti intorno a cui sviluppare il proprio discorso o la propria ricerca. In questo modo essa contribuisce alla consapevole costruzione del proprio sapere.

2. Come si costruisce una mappa concettuale?

La prima operazione da compiere è quella di individuare chiaramente un ambito entro cui operare la ricostruzione concettuale: deve trattarsi di un campo ristretto, un argomento definito, pena la genericità e l’approssimazione della mappa.

Come seconda operazione è necessario identificare le cosiddette domande focali, cioè quelle rispondendo alle quali possiamo far emergere i concetti. Come riconoscerli? Un concetto è una regolarità percepita negli eventi o oggetti, che designamo con un’etichetta; i concetti chiave sono, in ogni ambito, quelli portanti, che ne condizionano l’apprendimento o la conoscenza.

Elaborare la mappa

Le due operazioni successive sono quelle di gerarchizzazione e collegamento tra concetti. In una mappa gerarchica i concetti più inclusivi sono collocati nella parte superiore.

Le parole-legame fungono da specificazione della linea di collegamento tra due concetti, fissando la relazione tra essi.

Alla prima mappatura può far seguito un’aggiunta o una riduzione di concetti, con una adeguata revisione delle parole-legame: è importante ricordare che se la scelta dei concetti non è arbitraria, la loro disposizione e organizzazione è soggettiva e sempre passibile di rettifica. In questo senso la mappatura è un processo.

Gli elementi della mappa

La scelta delle parole-concetto deve essere tale da etichettare il concetto con una o poche parole: quando è necessario ricorrere a troppe parole evidentemente non sono stati adeguatamente individuati i concetti.

Il passaggio da nodo a nodo attraverso le parole-legame dovrebbe produrre affermazioni significative e coerenti. Le linee di collegamento dovrebbero essere precise e legare ogni concetto con non più di due o tre sottoconcetti: se ciò non è possibile, si deve ricorrere alla introduzione di qualche concetto intermedio.

Si deve aver cura di verificare che siano presenti tutti i concetti essenziali e che le catene concettuali siano tra loro connesse, in modo da garantire esaustività e completezza.

 

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